giurisprudenza
Con la sentenza del 4 giugno 2026 nella causa C‑907/24, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la cessazione del rapporto di lavoro conseguente al rifiuto del lavoratore di accettare un trasferimento definitivo e significativamente distante, imposto unilateralmente dal datore di lavoro, costituisce un licenziamento ai sensi della Direttiva 98/59/CE.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 91 depositata in data 28 maggio 2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 13 del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636 (Modificazioni delle disposizioni sulle assicurazioni obbligatorie per l’invalidità e la vecchiaia, per la tubercolosi e per la disoccupazione involontaria e sostituzione dell’assicurazione per la maternità con l’assicurazione obbligatoria […]
Con la sentenza del 13 maggio 2026 nella causa C-155/25, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il sistema italiano di utilizzo dei contratti a tempo determinato per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle scuole statali.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 76 depositata in data 12 maggio 2026, ha dichiarato la illegittima costituzionale della disciplina che, nel prevedere la sospensione obbligatoria del corso di formazione in medicina generale per gravidanza e nel costringere all’attesa di sessioni straordinarie d’esame, dopo il recupero, non si preoccupa di neutralizzare gli effetti pregiudizievoli derivanti […]
Con sentenza alla causa C-747/22, del 7 maggio 2026, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che il requisito della residenza decennale previsto dalla normativa italiana per l’accesso al reddito di cittadinanza costituisce una forma di discriminazione indiretta nei confronti dei beneficiari di protezione internazionale. Secondo i giudici europei, infatti, pur essendo formalmente applicata in […]