La Corte costituzionale, con la sentenza n. 138 depositata in data 28 luglio 2025, ha dichiarato la non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 80, comma 4, secondo periodo, del decreto legislativo n. 50 del 2016 (codice dei contratti pubblici) [la norma di riferimento oggi è l’art. 94, comma 6, del Decreto Legislativo n. 36/2023], […]
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La Corte costituzionale, con la sentenza n. 120 depositata in data 22 luglio 2025, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte d’appello di Venezia, sezione lavoro, in relazione all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 797 del 1955. Questa norma stabilisce che l’assegno per il nucleo familiare non spetta al coniuge del […]
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 116 depositata in data 21 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 12, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo n. 220 del 2 agosto 2002, nella parte in cui prevede che agli enti cooperativi che si sottraggono all’attività di vigilanza si applica il provvedimento di scioglimento per atto dell’autorità, […]
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 118 depositata in data 21 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo n. 23/2015 (cd. Tutele Crescenti), là dove stabilisce che, nel caso di licenziamenti illegittimi intimati da un datore di lavoro che non raggiunga i requisiti dimensionali di cui all’articolo 18, ottavo e […]
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 115 depositata in data 21 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell'articolo 27-bis del decreto legislativo n. 151 del 2001 nella parte in cui non riconosce il congedo di paternità obbligatorio a una lavoratrice, genitore intenzionale in una coppia di donne risultanti genitori nei registri dello stato civile.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 103 depositata in data 8 luglio 2025, ha ritenuto infondata la questione di legittimità, sollevata con riferimento all’art. 3 della Costituzione, dell’art. 2, comma 1-bis, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, come modificato dall’art. 23, comma 1, del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, secondo cui il datore […]
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 31 del 20 marzo 2025, chiarisce che il Reddito di cittadinanza (Rdc) – abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2024 – non ha natura assistenziale, non essendo diretto «a soddisfare un bisogno primario dell’individuo»: si tratta, infatti, di una misura di politica attiva per l’occupazione, di carattere temporaneo, soggetta a precisi obblighi e soprattutto a rigide condizionalità che, se disattese, determinano il venir meno del diritto alla prestazione.
La Corte costituzionale ha pubblicato, in data 7 febbraio 2025, le motivazioni legate alla decisione sulla ammissibilità della richiesta di referendum abrogativi su alcune materie legate a norme di diritto del lavoro.
La Corte costituzionale, nella giornata di lunedì 20 gennaio 2025, ha deciso l'ammissibilità della richiesta di referendum abrogativo denominata “Contratto di lavoro a tutele crescenti - disciplina dei licenziamenti illegittimi”.
La Corte costituzionale, con ordinanza n. 155, depositata il 30 luglio 2024, ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 32 della legge n. 183/2010 (Collegato Lavoro) e, in via subordinata, dell’art. 18 della legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Siena, in funzione di giudice del lavoro.